L’Encausto è un antica tecnica pittorica usata già dai tempi dell’antica Grecia e dei Romani. Proprio durante l’Impero Romano ebbe maggior fortuna ma in sostanza cos’è l’encausto e come si usa? Vediamolo!
Un pò di Storia
Grazie agli scritti di Plinio il Vecchio sappiamo che questa antica tecnica pittorica era già conosciuta nell’antica Grecia e nel periodo dell’ Impero Romano. Plinio scrisse infatti che l’inventore dell’Encausto fu un certo Aristide di Tebe un pittore greco antico.
Delle opere antiche create ad Encausto restano purtroppo poche testimonianze tra le quali le più significative sono i ritratti del Fayyuum in Egitto, datati I secolo d.C. e le icone del monastero di Santa Caterina al Sinai.
Raramente la tecnica è stata usata anche nel campo della scultura da artisti come Canova che si serviva dell’Encausto per opacizzare il troppo bianco del marmo!
Persino il geniale Leonardo da Vinci si cimentò con la tecnica dell’Encausto anche se fallì miseramente. Il genio toscano era solito sperimentare ed innovare in qualsiasi sua nuova opera ma non sempre le innovazioni riuscirono nel suo intento. Il maestro di Vinci rispolverò l’antica tecnica dell’Encausto dal libro Historia Naturalis di Plinio il Vecchio.
Il problema sorse quando invece di seguire la tecnica classica dell’encausto che prevedeva i colori mischiati con la cera d’api, Leonardo aggiunse l’olio di noce il quale in un primo momento semplificò la stesura delle tinte sul muro ma in seguito fece colare i colori sulle parti già dipinte rovinando così tutta l’opera. L’opera in questione fu la famosa Battaglia di Anghiari che purtroppo non venne mai alla luce.
Cos’è l’Encausto
L’Encausto è un antica tecnica pittorica basata sull’uso di pigmenti mescolati alla cera d’api. I colori vengono prima mescolati alla cera d’api ed in seguito mantenuti liquidi dentro un braciere per poi essere applicati sul supporto con una spatola o un pennello. Dopo l’applicazione sul supporto i colori vengono fissati a caldo on arnesi chiamati cauteri o cestri.

Esecuzione
La tecnica di esecuzione dell’Encausto fu descritta sia da Plinio che da Vitruvio. La tecnica di base consisteva nel mischiare i pigmenti puri mescolati con cera d’api. Talvolta questa cera chiamata anche cera punica, ovvero cera vergine, veniva fatta bollire in acqua di mare e mischiata ulteriormente con colla di bue. Quest’ultima aveva l’inconveniente di ingrassare il composto a cui veniva aggiunto delle calce spenta proprio con il fine di sgrassare la colla di bue.
Si otteneva così una tempera densa che poteva essere diluita con della semplice acqua. Una volta pronta la tempera veniva applicata sul supporto con l’aggiunta di cera punica e un pò d’olio.
Per ultimo si scaldava il supporto con un braciere o il cauterio al fine di far penetrare la cera nel supporto, si ma quali supporti si usavano per dipingere ad encausto? Di solito era una pittura eseguita su muro, marmo e più raramente su legno anche se in tempi moderni viene applicata pure su tela.
Va ricordato infine che a opera ultimata si passava un panno tiepido per lucidare il dipinto.
Encausto Moderno
Encausto moderno? Cosa sarebbe? Nient’altro che un nuovo modo di intendere questa antica tecnica pittorica adattandola al mondo moderno ma come? Ora lo vedremo. Uno dei maggiori ostacoli dell’Encausto è sempre stato l’eccessivo tempo di esecuzione e lavorazione senza contare la necessità di utilizzare fonti di calore a temperature piuttosto alte al fine di fissare il colore sul supporto con l’ausilio dei cauteri.
Dipingere ad encausto ai giorni nostri con i tempi frenetici della nostra società sarebbe quasi impossibile! Proprio per questo motivo le aziende produttrici di colori hanno pensato di mettere in commercio dei colori per encausto diversi dal solito. Esistono sia i colori venduti in comodi tubetti facilmente solubili in acqua che colori prodotti in cilindri come i comuni pastelli a cera.
La particolarità di questi pastelli a cera e che sono prodotti con cera d’api purificata con carbone attivo e che sono facilmente miscibili tra loro ma come avviene il processo di fusione dei colori? Non più con enormi bracieri ardenti portati ad alte temperature ma con un semplice ferro da stiro! Questo ha la funzione di scogliere la cera presente nel pigmento e di fissare il colore sul supporto.
L’effetto finale è quello di un dipinto lucido e ceroso che riflette la luce e che resisterà alle ingiurie del tempo meglio di altre tecniche pittoriche.
Conclusioni
Riassumendo possiamo affermare che l’Encausto è stata un importante tecnica pittorica antica che ha sempre avuto un certo fascino forse perché non più in uso ma anche perché si sono perdute la maggior parte delle opere dipinte con questo metodo. Un metodo laborioso che richiedeva tanta pazienza e sapienza e che può in parte essere riprodotto dall’encausto moderno che meglio si adatta ai nostri tempi frenetici e veloci.
