L’arte Egea comprende l’arte di tre civiltà distinte ma unite tra loro. Si sviluppa nell’Età del bronzo nella Grecia continentale(Peloponneso) e nell’area del Mar Egeo.
Nella famosa isola di Creta si sviluppa la civiltà e l’arte minoica mentre nel Peloponneso si sviluppa la civiltà e l’arte micenea.
Una terza importante civiltà nacque nell’arcipelago delle Cicladi in cui si sviluppò l’arte cicladica. Vediamo con ordine come queste antiche civiltà produssero un arte così ricca e piena di fascino.
Arte Minoica
L’arte minoica si sviluppa durante l’Età del Bronzo circa 3000-1050 a.C. Si distinse soprattutto per l’architettura e la ceramica. Ta gli esempi più famosi di architettura minoica possiamo citare il Palazzo di Cnosso legato a miti e leggende della Grecia classica. Fu il palazzo legato al mito del famoso labirinto ideato da Dedalo e in cui si svolse la storia di Teseo e il Minotauro.
Al giorno d’oggi il Palazzo appare restaurato secondo la fantasiosa volontà dell’archeologo inglese Artur Evans. In generale tutta l’architettura minoica era costituita da palazzi regali costruiti per lo più da pietre e mattoni di fango essiccati al sole. In seguito le pareti venivano intonacate e spesso dipinte con affreschi.
Tra i tratti distintivi dell’architettura minoica si distinguono colonne con basi sottili e grandi capitelli. Tutto ciò conferiva poca stabilità ed è per questo che le colonne di solito erano piuttosto basse tanto da non superare i due metri d’altezza.
Degno di nota è pure il Palazzo di Malia che venne distrutto due volte prima di essere ricostruito nel periodo romano e abbandonato definitivamente nel medioevo. Gli scavi riportarono alla luce l’ala occidentale del palazzo e le tombe lungo la costa nonché parecchi altri reperti archeologici.
La civiltà minoica non presenta resti né di architetture funerarie né di costruzioni militari anche se non è detto che in futuro non vengano portati alle luce.
L’arte della civiltà minoica fu famosa anche per la ceramica la quale fu caratterizzata da una moltitudine di stili artistici diversi. Questo era probabilmente dovuto ai vasti scambi commerciali che l’isola di Creta aveva con le altri civiltà del Peloponneso e non solo.
Vanno ricordate le ceramiche raffinate di palazzo chiamate di “Kamares” e il cosidetto “stile marino” che rappresentano il punto più alto della tradizione ceramista dell’arte minoica.

Arte Micenea
La civiltà e l’arte micenea nasce e si sviluppa in seguito dell’arte minoica. L’arte micenea si discosta da quella minoica soprattutto per il fatto che fu un tipo di arte ispirata alla guerra. Bisogna ricordare che nonostante ciò l’arte micenea subì comunque l’influenza dell’arte minoica.
I palazzi cretesi erano per lo più privi di fortificazioni di difesa al contrario di quelli micenei i quali erano caratterizzati da robuste cinte murarie.
Queste costruzioni furono realizzate da grossi blocchi di pietra irregolari e collocate nelle pare alta della città ovvero l’acropoli. Questo tipo di roccaforti furono rinvenute soprattutto a Micene,Tirinto, Argo e Tebe. La parte interna dei palazzi micenei era caratterizzata da un focolare rotondo al centro delle sala e da quattro colonne che reggevano il tetto.
Queste sale di udienze reali erano chiamate megaron. Alcuni studiosi ritengono i megaron i precursori del Tempio Greco.
Queste sale reali erano accessibili attraverso delle porte tra cui una delle più famose e meglio preservata è la cosiddetta Porta dei Leoni.

Un altro tipo di costruzione peculiare dell’arte micenea furono le tombe a tholos. Questi monumenti funerari erano composti da un vano circolare a cui si poteva accedere tramite un corridoio detto dromos. La più famosa e imponente di queste costruzioni funerarie fu la cosiddetta “Tomba di Agamennone“ alta ben tredici metri e conosciuta anche col nome di Tesoro di Atreo.
La lavorazione di metalli come oro e altri metalli preziosi produsse oggetti piuttosto interessanti come la famosa maschera di Agamennone e la coppa di Nestore entrambe scoperte dall’archeologo tedesco Heinrich Schiliemann. Notevoli furono anche scene scolpite e intagliate su metalli, pietre dure e avorio.
Anche l’arte micenea fu eccellente nella lavorazione della ceramica. In parecchi siti archeologici furono rinvenute piccoli idoli e guerrieri in ceramica piuttosto stilizzate ma realizzate con buona maestria. Di ottima fattura anche i vasi sempre decorati in modo elegante con motivi naturalistici tra i quali uno dei più usati fu la piovra.
Da ricordare anche il sigillo in agata del guerriero di Pilo realizzato in pietra greca il quale raffigura un guerriero che combatte corpo a corpo.
Arte Cicladica
L’arte delle isole Cicladi è alquanto antica infatti si sviluppo nell’Età del Bronzo tra il 3300 e il il 1100 a.C. Iniziamo col dire che quasi tutto quello che sappiamo riguardo all’arte cicladica proviene dal sito di Saliaros al largo di Antiparo. Si tratta di un arte fondamentalmente caratterizzata da figure semplici e stilizzate scolpite in larga misura in marmo bianco.
Queste statue vengono impropriamente chiamate “figurine” o “idoli”. Gli esperti non concordano affatto sul termine idoli che fa pensare a una funzione religiosa che non è pienamente dimostrata dagli studi. Anche il termine figurine non è del tutto esatto in quanto non si può applicare a parecchie statue rinvenute che presentavano una stazza notevole quasi a grandezza naturale.
Queste statue furono ritrovate un pò in tutto l’Egeo quindi anche a Creta e nel Peloponneso il che fa supporre che la loro popolarità non fu limitate all’arcipelago delle Cicladi. Molte di queste statue databili circa al 2500 a.C rappresentavano dei musicisti.
Le più note furono il suonatore d’arpa di Keros e il suonatore di pipe. Gli storici li considerano i primi musicisti dell’Egeo.

Osservando attentamente le statue prodotte dall’arte cicladica si evince una forte stilizzazione e semplificazione geometriche del corpo umano. Questo fa pensare ad un tipo d’arte molto moderna rispetto al periodo in cui è stata prodotta.
Non a caso ad una prima occhiata potrebbero sembrare statue create da artista del nostro tempo!
Per quanto riguarda la ceramica l’arte cicladica non differisca tanto da quella minoica e micenea.
Conclusioni
L’arte Egea fu un tipo d’arte che racchiuse in sé la cultura e l’anima di tre civiltà distinte ma che comunque ebbero tratti in comune nonché scambi commerciali e culturali.
Nonostante si sia sviluppata nell’Età del Bronzo alcuni aspetti dell’arte Egea fanno pensare ad un arte moderna ed innovativa come si può evincere dall’osservazione delle figure dell’arte Cicladica. Fu un arte che eccelse non solo nella ceramica ma anche nella costruzione di quei palazzi reali che dovevano testimoniare la grandezza non solo del sovrano ma anche di un popolo intero.
