Cos’è la Tecnica dell’Affresco

Che cos’è l’affresco? In poche parole è un antichissima tecnica pittorica realizzata su muro. Le prime testimonianze di affreschi si hanno a partire dall’antica Grecia. I primi esempi di pittura ad affresco risalgono all’arte minoica ma anche civiltà come quella etrusca e romana hanno ampiamente sperimentato questo affascinante modo di dipingere.

Vediamo nel dettaglio cos’è l’affresco e come si esegue questa antica e difficile tecnica pittorica.

Un pò di Storia

Abbiamo detto che i primi esempi di affreschi risalgono alla civiltà minoica ma anche durante l’antica Grecia si utilizza questa tecnica pittorica. Gli Etruschi e ancor di più gli antichi Romani hanno lasciato straordinari esempi di affreschi basti pensare agli affreschi rinvenuti a Pompei e in tutta l’area vesuviana.

Anche in epoca paleocristiana e alto medievale l’affresco ebbe grande fortuna. I contorni delle figure venivano dipinte in ocra rossa per poi passare al riempimento e alle luci e ombre. Dal momento che gli affreschi erano dipinti in diverse fasi tramite l’ausilio di ponteggi in quest’epoca l’esecuzione degli affreschi prese il nome di “esecuzione a pontate.”

In epoca romanica questa tecnica si affina apportando alcune innovazioni come dei collanti per i colori quali albume, cera fusa e colla animale ma non solo. Anche nell’impasto sia dell’arriccio che del intonaco ci furono delle innovazioni come l’introduzione di paglia, stoffa e cocci. Queste avevano la funzione di mantenere l’impasto più umido così da allungare i tempi di stesura della pittura sull’intonaco.

Nel XIV secolo furono introdotte due importanti innovazioni che facilitarono la tecnica dell’affresco. La prima innovazione fu l’uso del disegno preparatorio chiamato sinopia mentre la seconda riguardò il lavoro che veniva eseguito “a giornate“.

Affresco nel Rinascimento

Nel Rinascimento l’affresco si diffuse parecchio apportando delle innovazioni che ne facilitarono l’esecuzione. Furono introdotte infatti le tecniche del cartone preparatorio e dello spolvero. Entrambe hanno la funzione di riportare sull’intonaco il disegno in scala 1:1 ovvero in scala reale.

Il cartone preparatorio (con il disegno) viene appoggiato all’intonaco umido ed in seguito si ripassa il tutto con uno stilo metallico o con altro materiale in modo da lasciare il contorno del disegno sull’intonaco. Questo metodo è chiamato ad “incisione indiretta”. In alternativa si può prendere un gessetto nero o carbone al fine di annerire il retro del cartone che verrà in seguito applicato sull’intonaco umido.

Per quanto riguarda lo spolvero questo consiste nel bucherellare il contorno del cartone disegnato e poi applicarlo sulla parete; in seguito si spolvera della polvere di carbone su tutto il cartone. In questo modo dopo aver rimosso il cartone dal muro il disegno sarà visibile sull’intonaco in scala reale.

Cappella Sistina
“Creazione di Adamo”, affresco Cappella Sistina dipinto da Michelangelo

Preparazione del Supporto

L’esecuzione della pittura affresco non è affatto semplice. Ogni fase deve essere studiata meticolosamente prima di passare all’esecuzione vera e propria. Preparare perfettamente il supporto è fondamentale per la buona riuscita dell’affresco.

Il supporto può essere sia di pietra che di mattoni ma deve essere sempre asciutto e privo di qualsivoglia dislivello. Lo strato intermedio chiamato arriccio è molto importante in quanto funge da collante tra il mattone e lo strato finale chiamato intonaco.

Da cosa è composto l’arriccio? Essendo nient’altro che una malta è composto da un impasto di calce spenta, sabbia grossolana di fiume, acqua e talvolta pozzolana setacciata, ovvero una cenere vulcanica estratta in quel di Pozzuoli. L’arriccio così composto viene steso sul muro con uno spessore di un centimetro al fine di rendere il muro più uniforme possibile in attesa della stesura dell’intonaco.

Dopo l’arriccio, l’intonaco è l’elemento più importante in quanto dovrà accogliere gli strati di colore che costituiranno l’affresco. L’impasto che compone l’intonaco è costituito da calce, sabbia di fiume fine, polvere di marmo ed acqua.

Dopo aver steso lo strato di intonaco che deve essere sempre uniforme, si passa alla stesura del colore. Vediamo quali colori si usano di solito nell’affresco.

Esecuzione

L’esecuzione dell’affresco è sempre un processo delicato e complesso. Questa antica tecnica di pittura non permette ripensamenti se non dei piccoli ritocchi che si possono dare a secco. Ma questi devono essere ben calibrati e ponderati. Iniziando dalla scelta dei colori che non devono in nessun modo interagire con la carbonatazione della calce. Quindi è d’obbligo tra i diversi colori scegliere gli ossidi i quali appunto non reagiscono chimicamente con la calce.

Questa è la prima regola prima di apprestarsi a dipingere sul muro. La seconda regola è che bisogna dipingere sempre e comunque con l’intonaco umido(“a fresco”) il quale andrà ad inglobare in sé il colore. L’affresco presenta diverse difficoltà di esecuzione tra cui l’impossibilità di avere ripensamenti.

Una volta preparato il cartone preparatorio si hanno circa tre ore di tempo prima che avvenga il processo chimico di carbonatazione. Dunque solo tre ore per completare l’opera. Tre ore sono assai poche per portare a termine affreschi su muri vasti ecco perché l’artista lavora “a giornate“. Ci vogliono parecchie sessioni di pittura per completare opere così complesse, ci possono volere mesi e mesi di lavoro a volte anche anni basti pensare agli affreschi della Cappella Sistina!

Un altro ostacolo difficile da superare è quello di capire la tonalità esatta da usare. Bisogna tener conto infatti che l’intonaco bagnato ha la tendenza a rendere le tinte più scure mentre di contro la calce tende a sbiadire i colori. Perciò coloro che si apprestano a dipingere un affresco devono avere un abilità ed esperienza molto sviluppate; diciamo che non è una tecnica adatta a tutti gli artisti!

Preparare le tinte esatte prima di dipingere risulta quindi fondamentale per eseguire l’affresco entro il poco tempo a disposizione. Tutto deve essere prestabilito e curato nei minimi dettagli al fine di ottenere un opera armonica e equilibrata sia nel disegno che soprattutto nel colore.

Al fine di comprendere al meglio l’esatta tonalità delle tinte che comporranno l’affresco si può tentare di fare delle prove su una pietra pomice o su un semplice foglio di carta fatto asciugare all’aria calda o al vento di scirocco.

Conclusioni

Riassumendo possiamo affermare che l’affresco è senz’altro una delle tecniche pittoriche più difficili ed affascinanti. Quasi tutti i grandi artisti del passato si sono cimentati con questa ardua tecnica che trova le sue radici nelle antiche civiltà dell’antica Grecia. Dipingere affreschi richiede tecnica e sapienza non comuni infatti non è affatto una tecnica alla portata di tutti.

La più straordinaria peculiarità della pittura ad affresco è la sua resistenza al passare del tempo, pensiamo agli affreschi di Giotto così intensi i vividi dopo secoli di vita oppure ai meravigliosi affreschi di Pompei che testimoniano la vita passata del glorioso Impero Romano.

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